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Il Carcere

Le mura carceriaie sono il confine attraverso il quale si passava dal paese libero vissuto dalle famiglie dei secondini alla colonia carceraria, che fino alla sua attività di carcere di massima sicurezza, garantivano una barriera, tra la vita regolare e quella carceraria.

Se è vero che il sogno dei carcerati era quello di varcare quella soglia per assaporare la libertà, o almeno vedere persone diverse, è altrettanto vero che per molti civili era una festa poter entrare ogni tanto in colonia a vedere un ambiente e un paesaggio sconosciuto. Sopra il primo ingresso il Direttore Dotto, nei primi anni sessanta, fece porre una scritta: l’uomo entra, il delitto resta alla porta. Aldilà della barriera vi è una piazzetta dove possiamo trovare la Chiesa, dei magazzini e degli uffici, oltre alla prima diramazione dell’isola di Pianosa. Il Carcere nacque per ospitare 250 detenuti, inizialmente era anche ospedale fino all’inaugurazione del sanatario, quindi l’ala sinistra fu adattata per i detenuti lavoratori, il corpo centrale a Preventorio, e l’ala destra per i servizi generali e officine. All’inizio del ‘900 da tutte le carceri italiane furono mandati a Pianosa tutti i detenuti malati di tubercolosi pensando che l’aria di mare fosse curativa e quindi Pianosa divenne il centro pilota per la cura delle malattie polmonari nelle carceri.

Il corpo centrale fungeva da centro di verifica e di smistamento per le malattie. Nel 1912 con l’aumento della popolazione detenuta furono costruite nuove celle presso il lato nord. Dopo il 1945 Pianosa divenne centro di reclusione dei detenuti politici. Al tempo era circondata da magnifici giardini, ora ne rimane soltanto uno e davanti ad esso vi fu adattato un campo da calcio, dove gli stessi detenuti e secondini si incontravano in campo per disputare delle partite amichevoli.
Di seguito al corpo centrale troviamo la lavanderia, costruita nei pressi di una sorgente naturale, vi lavoravano i detenuti addetti a questo servizio. All’interno vi erano grandi vasche e lavatoi, e dietro di questa un grande campo per stendere il bucato.

Di grande rilevanza aldilà delle mura, si può scorgere il pollaio grande vanto della Colonia Agricola Penale. Nelle sue aie poteva ospitare fino a 3000 animali delle diverse razze. Negli anni 60 era considerato fra i più grandi d’Europa. Fu costruito nel 1917 su circa 5 ettari di terreno.